Per secoli i Campi Flegrei hanno ispirato gli uomini che vi hanno transitato: antichi navigatori focei e micenei in viaggio sulle rotte dei metalli, raccontavano di terre scatenate da terremoti, esplosioni, lingue di fuoco, fumi di zolfo e nuvole di cenere. Quando l'attività vulcanica si assopì, il golfo infero e ardente divenne la culla ideale dei miti di quei greci che qui decisero di fermarsi, attratti da una terra straordinaria e fertile, destinata a diventare il centro vitale del Mediterraneo. Questi luoghi hanno ispirato i canti di Omero e Virgilio e attratto per secoli studiosi e viaggiatori con miti sui Giganti sepolti nella terra Phlegra (dal greco "che arde") e sul regno degli inferi nel lago d'Averno.
 
 
I Campi Flegrei rappresentano un territorio unico in Italia, la cui natura vulcanica ha dato origine a una delle aree di maggior interesse storico-culturale della Campania. Sono compresi nei Campi Flegrei alcuni comuni della provincia di Napoli tra cui Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida e, per le loro caratteristiche geologiche, anche le isole di Procida e Ischia. A Cuma, Baia e Miseno, l'aristocrazia romana amava trascorrere lunghi periodi di vacanza e riposo, incantata dalle suggestioni naturalistiche dei luoghi. I porti di Pozzuoli e Miseno sono stati testimoni della grandezza dell'Impero Romano. I resti archeologici a cielo aperto, sotterranei e sommersi, l'intreccio di miti e leggende, l'osservazione del fenomeno del bradisismo, la conformazione geografica derivante dalle decine di crateri ancora riconoscibili e i paesaggi naturali immersi nella macchia mediterranea, rendono i Campi Flegrei un "museo diffuso",  recentemente candidato a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO.




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