I Campi Flegrei, lo dice il nome stesso, sono nell'immaginario collettivo immediatamente collegati al fuoco, alla terra ardente, caratterizzata da un’attività magmatica mai sopita che ancora oggi si manifesta così apertamente. Eppure l'altro elemento principe dei Campi Flegrei, in un magico gioco di contrari, è proprio il suo opposto: l'acqua


Qui l'acqua è dappertutto. Innanzitutto il mare, praticamente visibile da ogni angolo di strada. E poi i laghi, dove l'acqua ha preso possesso degli antichi crateri l’uno vicino all’altro: il Lago Miseno, il Lago d’Averno, il laghetto degli Astroni.
Naturalmente quando acqua e fuoco sono così vicini, il risultato non può che essere il vapore. Esalazioni e sbuffi bianchi escono dalla terra, contribuendo all'atmosfera magica del luogo.


Quello fra gli abitanti dei Campi Flegrei e l'acqua è un rapporto antichissimo e indissolubile. I Romani, con il loro genio ingegneristico l'acqua l'hanno incanalata, conservata, usata per i loro bisogno e il loro svago. Si pensi all'acquedotto del Serino, il più lungo realizzato nella penisola Italica. Si estendeva per 96 chilometri, per rifornire d'acqua la flotta imperiale di stanza nel porto di Miseno. Realizzato in età augustea, terminava nella Piscina Mirabilis, un imponente deposito idrico di 70 per 25 metri di superficie e una capienza di oltre 12.000 metri cubi, completamente scavato nel tufo.


Altro utilizzo dell'acqua da parte dei Romani, reso possibile grazie alle loro grandi doti di costruttori, era per le terme, di cui erano veri e propri cultori. La natura vulcanica dei Campi Flegrei fu da loro sapientemente sfruttata per la cura e il benessere del corpo. Sorgenti di acque termali e curative, vapori bollenti e fumarole furono convogliati in una miriade di cunicoli per riempire piscine, sgorgare nei ninfei e riscaldare ambienti per saune. Qui, anche grazie anche all’uso di materiali di origine vulcanica come la pozzolana, gli architetti romani dettero prova di enorme maestria nel costruire opere grandiose nel rispetto della natura.


Con La Terra dei Miti puoi scoprire le tracce meravigliose che, nei secoli, l'acqua ha lasciato sul territorio.

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